Accenni “storici” sul fenomeno Netlabel e considerazioni sul tema
Iniziamo definendo cosa sia una Netlabel :
E’ un'etichetta discografica che distribuisce musica usando la Rete Internet come medium (nei formati mp3 ed ogg): il tutto nasce da un sito web, con una precisa valenza editoriale (spesso di critica verso l'attuale business discografico di tipo verticale). Tutto questo rende la musica prodotta più veloce, fruibile ed accessibile. I dischi pubblicati hanno la denominazione di release e di solito sono completi di copertina e grafica (in formato elettronico). Una Netlabel mette a disposizione le proprie pubblicazioni in maniera gratuita (dowload dal sito dei brani). Queste "realtà di rete", sono luoghi dove si stanno sperimentando forme inedite di produzione e distribuzione (vedi lo sviluppo di software e nuovi metodi di collaborazione).
Le Netlabel nascono negli anni 90, in parallelo allo sviluppo di Internet e dei software per la produzione musicale: in quel periodo avevano la forma di reti ibride per la condivisione di tracce musicali tra i produttori di mezzo mondo, a metà tra la Mail Art e l'Hacking.
La vera svolta accade quando si inizia a pubblicare musica in formato mp3 sul World Wide Web, da qui in poi la presenza della musica in "Rete" diventa del tutto naturale, anche grazie al Peer To Peer ed allo sviluppo tecnologico di apparecchi di riproduzione; attorno a questi cambiamenti spinti dagli "utenti" sono nati alcuni fenomeni di critica verso il modello tradizionale musicale, uno di questi è il Netaudio.
Oggi (autunno 2008) si contano circa 900 Netlabel sparse per tutto il globo, comprese le zone meno tecnologicamente avanzate e che grazie proprio al low budget necessario per gestire un progetto del genere stanno esprimendo ottime potenzialità a livello musicale.
L'attenzione verso questo fenomeno è molto alta da parte dei produttori musicali, vista la crisi del mercato musicale tradizionale e la mutazione in corso delle dinamiche di accesso ed utilizzo della musica. Quest’attenzione è particolarmente alta attorno alla dancefloor: è noto che alcuni Dj’s affermati vanno a curiosare nei cataloghi delle Netlabel per stilare le playlist dei propri set; e dall'altro lato, alcune Netlabel hanno pubblicato versioni 12” di alcune loro produzioni digitali che hanno riscosso un certo successo a livello di download.
In Italia, il Netaudio ha iniziato il suo sviluppo qualche anno fa in maniera ibrida, da un lato come riflesso a quel che accadeva all'estero e dall'altro come piccoli progetti sperimentali di relazione tra Internet e musica. Oggi la proposta e la portata è in forte crescita, e non si limita alla sola pubblicazione degli mp3 su un sito: promuovono i propri artisti facendoli suonare dal vivo ed organizzano eventi correlati.
La realtà italiana fatica per il "nanismo" tipico del "Bel Paese" e per la difficoltà oggettiva nel veicolare in modo degno la cultura; in quest'ottica l'orizzontalità di una Netlabel aiuta a scavalcare molte problematiche.
Queste realtà rappresentano oggi, uno dei versanti più innovativi che la fantomatica Internet Generation ha portato a noi in questi ultimi 10 anni, si può azzardare a definirla come una nuova cultura musicale che ha imposto un nuovo modo di qualificare la musica prodotta di continuo attorno sul globo terracqueo con mezzi sempre più accessibili (gli studi di registrazione fatti in casa, il laptop come "strumento musicale", i game boy ed iband). L'industria musicale tradizionale non è in grado di gestire tutti questi possibili nuovi talenti, di conseguenza una parte di questi pubblica le proprie produzioni discografiche in formato digitale e gratuito: questa è realtà.
